|
"ARBOS"

One of two Amplifier
Class
"A" 211 push-pull interstage coupling Dual mono Amplifier
A cura di Luca Lombardi
& Audiokit Team
By Luca Lombardi &
Audiokit Team
(Progetto e realizzazione di Luca Lombardi)
(Design by Luca Lombardi)
Presentato
su Costruire HI-FI n° 52
non è un kit le
uniche
! informazioni disponibili sono illustrate in questa
pagina
is Not a Kit all informations available are showed in this Page
Finale push-pull con triodi 211: l’estasi e il tormento.
Un sogno vero? Alzi la mano chi non ha mai sognato un finale con queste
valvole... uhm ne conto pochini. Scherzi a parte questo
triodo, con i suoi 75W di potenza di placca dissipabili, per il fatto di essere
un triodo a riscaldamento diretto con filamento a wolframio arricchito con
torio, per la temperatura dello stesso che lo porta ad un luminosissimo calor bianco e non in
ultimo per il fascino delle incredibili tensioni cui può lavorare è da sempre
il sogno di molti autocostruttori, siano essi anche alle prime armi. Non
dobbiamo inoltre dimenticare che questo triodo è tra i pochi in grado di
gestire in single-ended potenze di poche decine di watt, il che significa un
più facile interfacciamento con diffusori a media, medio-alta efficenza
categoria certamente più diffusa e meno impegnativa. Pur a fronte
di quest' indubbio vantaggio si deve però pagare lo scotto di un’alta
resistenza interna che rende la costruzione dei trasformatori di uscita
estremamente critica e ricca di compromessi. Le difficoltà massime si hanno
soprattutto nel caso di stadi asimmetrici. La corrente necessaria alla
polarizzazione del tubo ha nei trasformatori effetti del tutto deleteri: la
magnetizzazione che viene così generata costringe ad utilizzare nuclei più
grandi per evitare la saturazione dello stesso e al contempo la costruzione
degli avvolgimenti diviene più critica. Aumentando le superfici affacciate le
varie capacità, le lunghezze dei cavi (e quindi la loro resistenza) ed infine
l'induttanza parassita tendono ad aumentare. Le prestazioni in termini di banda
passante subiscono un notevole degrado. Inoltre la magnetizzazione in DC del
nucleo blocca la capacità risolutiva del materiale ferromagnetico ai bassissimi
livelli di segnale, già perché in un trasformatore non è il materiale con cui
si avvolgono le spire a determinare la timbrica del suono (intendo per una
costruzione degli avvolgimenti esente da difetti e quantomeno correttamente
studiata) ma la qualità del materiale ferromagnetico usato per il nucleo. Non
mi credete? Provate (se ne avrete occasione) un trasformatore di ingresso di
buona qualità con nucleo a lamierini doppia C con un analogo trasformatore
con nucleo in permalloy. Beh... la ricchezza di dettagli che ne scaturisce è
ineguagliabile, la microdinamica diventa (scusate il gioco di parole)
macroscopica: è il suono di un materiale ferromagnetico ad alta permeabilità.
Al fine di limitare i problemi su citati c'è una unica via da percorrere:
costruire uno stadio simmetrico. Non è qui il caso di tediarvi con le
dimostrazioni di quanto andrò ad affermare ma con uno stadio di questo tipo
si ottengono i seguenti vantaggi:
-
Il nucleo del trasformatore di uscita non è sottoposto a magnetizzazione da
corrente continua, quindi a parità di potenza si useranno nuclei più
piccoli, meno costosi ed ingombranti, e si sfrutterà a pieno la capacità
risolutiva del materiale ferromagnetico.
- Uno stadio controfase opera una naturale cancellazione di tutte le armoniche
d'ordine pari, mentre lascia passare indisturbate quelle d'ordine dispari.
- A parità di tensione di alimentazione si ottengono potenze quadruple rispetto
all'equivalente stadio asimmetrico.
- La naturale immunità del circuito ai disturbi con predominante armonica del
secondo ordine rende la costruzione dell'alimentatore meno complessa e
quindi meno costosa. Inoltre la reiezione ai disturbi introdotte dalla rete
è aumentata.
In base a questi punti ho sviluppato l'amplificatore Arbos. In questo
amplificatore ho adottato poi soluzioni tecniche nella circuitazione estremamente
semplici e minimali ma con una cura maniacale della musicalità.
Lo stadio di ingresso è stato sviluppato attorno ad una 6J5, un triodo a me
particolarmente caro per le sue indubbie doti musicali. Tra le tante versioni
che è possibile trovare sul mercato è sempre preferibile quella monoplacca
tipo FIVRE ad esempio, ho infatti verificato che ogniqualvolta la struttura
anodica ha una sezione circolare la musicalità della valvola aumenta. Il
circuito costruitole attorno è il classico RC con uscita anodica, accoppiato
con lo stadio driver con una capacità di 100nF di tipo JENSEN carta e olio con
armature in rame. Tutto il circuito è stato studiato al fine di massimizzare la
banda passante e lo slew- rate. Il disaccoppiamento del catodo avviene
attraverso un condensatore PANASONIC HFZ, condensatori straordinariamente
veloci.
Lo stadio driver è costruito con un tetrodo a fascio 6L5G della italiana
FIVRE del tipo black-tube. Non lasciatevi trarre in inganno dai soliti luoghi
comuni o da quanto leggete su certa stampa, correttamente usati questi tubi
danno grandissimi risultati. In configurazione triodo la 6L6G mostra una
linearità notevole, una potenza surdimensionata per il circuito in esame, una
facilità di pilotaggio altissima ed una musicalità estrema. In questo stadio pilota
direttamente le griglie delle finali attraverso un trasformatore interstadio
con rapporto do trasformazione 1:1+1.
Lo stadio finale è stato realizzato con un controfase di VT4-C
caricate con un trasformatore con rapporto di trasformazione di 35.4:1 il che
significa che con un carico di 8 ohm ho riflessi al primario circa 10 kohm. Per
massimizzare le prestazioni di ogni tubo finale ho trovato sempre conveniente
sacrificare il parametro potenza. Nelle mie esperienze ho rilevato che
l’adozione di rapporti di trasformazione più spinti comportava un generale
aumento della qualità sonora dell’apparecchio, spesso con risultati che hanno
notevolmente alterato le mie considerazioni sui caratteri di un tubo. Secondo
questo principio e giacché una 211 ha una resistenza interna piuttosto elevata,
tipicamente intorno ai 3kohm, per ottenere un buon compromesso tra potenza,
qualità sonora, semplicità costruttiva e reperibilità del trasformatore ho
scelto questo rapporto di trasformazione, in grado riportare sul primario
un’impedenza circa tre volte quella interna del tubo.
Lo stadio alimentatore, pur molto compatto è stato più volte simulato e
verificato in pratica. L'alto numero di ferri usati è teso a massimizzare la
separazione tra i blocchi a diretto contatto con la rete e quelli a diretto
contatto con il segnale. La separazione tra queste maglie è (e rimando al
poderoso lavoro di Bartolomeo Aloia per una trattazione assai esaustiva
dell'argomento) fondamentale ai fini del buon suono.
Le caratteristiche rilevate sui due finali (le peggiori tra i due) sono:
|
Caratteristiche Tecniche
|
Technical Specifications |
Valori/Value |
|
Tasso di controreazione |
Feedback
Rate |
0 |
| Potenza su 8 ohm |
Output
Power @ 8 ohm |
21.5 Watt RMS |
| Potenza su 4 ohm |
Output
Power @ 4 ohm |
21.5
Watt RMS |
| Risposta in frequenza -3dB |
Frequency
Range -3dB |
30 Hz - 32 KHz |
| Sensibilità d'ingresso |
Input
Sensitivity |
400 mV |
| Impedenza
d'ingresso |
Input
Impedance |
270 Kohm |
| Distorsione Armonica |
Harmonic
Distorsion |
0.1% @ 1W |
| Distorsione Armonica |
Harmonic Distorsion |
5.3 % @ 20W |
| Fattore
di Smorzamento |
Damping
Factor |
- |
| Alimentazione |
Supply
Voltage |
220 V 50 Hz |
| Consumo |
Max
Power consumption |
180 W |
| Peso |
Weight |
25 Kg |
| Dimensioni totali (LxPxH) |
Outside
Dimensions (WxDxH) |
mm 380x350x250 |
ARBOS...NON
SUONA PIU' Presso AUDIOKIT..... (sich !) un cliente si
è innamorato...e se lo è portato Via...


Torna all'indice back to index
venerdì 20 giugno 2008
|